Nel 1899 la fratellanza della Misericordia, con l'aiuto di un gruppo di empolesi che si era costituito in Comitato per erigere un monumento in memoria dell'illustre concittadino Vincenzo Chiarugi decise, in perfetta consonanza di intenti, di dar luogo ad un ricovero per anziani sotto il nome di Vincenzo Chiarugi.
Da allora molti anni sono passati: il vecchio ospizio è divenuto ricovero e poi Centro Residenziale con una capacità di accoglienza sempre aderente alle esigenze dei tempi.
La sede è passata da via Livornese, a via Puccini, a via A. di Cambio, fino all'attuale prestigiosa collocazione in via Guido Monaco.

Nell'attuale sede, sorta nel 1965, grazie alla generosità di illustri concittadini ed alla lungimiranza della Fratellanza della Misericordia di Empoli, l'attività ha continuato a crescere e a migliorare; al Centro Residenziale "Vincenzo Chiarugi" è riconosciuto un ruolo attivo, significativo, all'avanguardia nell'assistenza agli anziani, con servizi polifunzionali, accentrati e decentrati.

Nata per volontà della Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Empoli è stata costituita nel 2000 come Fondazione no-profit con personalità giuridica, iscritta all’anagrafe ONLUS, per dotare di autonomia operativa il settore dell’assistenza residenziale.

Nel 2005 il Centro Residenziale "Vincenzo Chiarugi" ha ottenuto la certificazione qualità ISO 9001:2000.



Vincenzo Chiarugi nasce ad Empoli il 17 febbraio 1759. Trasferitosi a Firenze dopo la laurea, nel 1782 è nominato astante del S. Maria Nuova.
Il suo nome si lega alla nascita della Psichiatria: viene in contatto con questa patologia al S. Dorotea (dove era stato destinato nel 1785) facendosi apprezzare dai suoi superiori per l'ottica nuova con cui affronta la cura degli psicopatici fino ad allora considerati pericolosi e tenuti in catene: le sue esperienze, raccolte nell'opera Della Pazzia, costituiscono una novità a livello europeo. Nel 1788 viene nominato primo infermiere dell'ospedale di Bonifazio che viene appositamente rinnovato per la cura dei malati di mente.
Muore nel 1820.